È sulla sua tomba che piango. E sulla mia.
Mai felice. Cambiata da uno sguardo, mutato anch'esso nel Tempo. Celata nei giorni e nelle notti eterne.
Flashback irraggiungibile di un passato mai finito. Solo inoltrato ad un'altra vita. Qualcosa di incompiuto.
Un gesto mortale che diviene l'opposto nelle altrui vite. Nelle altrui menti.
Nei miei occhi.
E ricordo l'odio estremo che provai. Voglia di Morte. Nell'aria.
Ricordo il giorno, ancora.
Inesorabilmente scolpito nel mio cuore. Nello spirito. Fino al mio addio alla vita ricorderò tutto questo dolore.
Ricorderò per sempre tutto.
Ma so che lo ricorderai anche tu.
Il tempo crolla ma è sempre il medesimo giorno che rivivo.
E cado. "Come corpo morto cade" .
La vidi girare le spalle e andarsene come era arrivata.
E un alito di vento mi carezzò le vene. Gelido.
Persistente, mi graffiò l'anima.
Anima.
Adesso so che nera è la Morte, come il mio cuore.
Come lei.
E inchiostro di tenebra cala sugli anni vissuti, sulle pagine di un libro che non riuscivi a leggere.
Più.
Sulle linee disegnate di un diario di tante vite fa.
Nero sulle lacrime versate.
E solo buio ora sui tuoi occhi.
Questo è il mio ultimo dono per Te.
Una rosa di colore. Preziosa al mio cuore come il tuo ricordo.
Sulle Vite che ci aspettano al di là di questa morte, vola il mio pensiero.
Ti stringo tesoro mio...

- La mente è luogo a se stessa, e in se stessa può fare dell'inferno un cielo, del cielo un inferno - J. Milton
No Signori, non è paura. È certezza.
Polvere siamo e polvere ritorneremo.
Così è la vita, siamo soli.
Soli.
E tutto il contorno è un'illusione irrisoria che riporta all'implicito scherno della Vita.
E della Morte.
Intorno a questi pensieri vagava la mia mente. E come nobile gentiluomo finsi di accendere un sigaro permettendo a quei mortali di ammirare le mie lente, immotivate movenze. La mia femminilità stonata su un pentagramma maschile. Svelata nella notte tempestosa, seduta al tavolo di una locanda colma di sensazioni umane.
Le mie.
E torno a ridere della genialità della vita nella morte.
E della Morte nella Vita, quando tutto sfiorisce e non resta che un battito di ciglia. Un attimo per capire che nessuno durerà più di questo.
Solo la compagnia di pochi attimi in un insieme di minuti quale è il nostro Tempo.
Che giusto il tempo di un soffio dura. E tanto durerà, immutato, per l'Eternità.
Solo fumo negli occhi, mia cara Shana - dissi a voce alta e con una grassa risata terminai.
Si, solo fumo. E niente più.
Sentivo spesso la mancanza di un amante quando la Luna si sollevava alta in cielo, imponente come poche altre cose sapevano mostrarsi. Guardinga. Malinconica e silente, luna di sere passate a sperare, quando Vita scorreva in questo involucro. Dentro me.
In quei momenti immaginavo delicate fattezze androgine, che potessero spazzare via il ricordo di Lui. Desideravo.
Desideravo argentee carezze sulle mie lenzuola di raso nero, provenire da amabili e virtuose mani gelide.
Argentee anch'esse. Spiriti di lunare Luce.
Quel pensiero surreale doveva, ahimè, essere abbandonato. Me ne resi conto molto presto e per distrarmi corsi alla balconata della mia stanza, ingrigita dalle ceneri di brace morta dall'Inverno passato, nel camino. 
Gettai uno sguardo al roseto, giù nel'immenso cortile marmoreo e... un'immagine nitida apparve ai miei occhi! Una mano si distingueva in mezzo alle Oscure rose... femminile e affusolata mano di eburnea bellezza.
Mi porgeva una Rosa. E sentii risuonare nella testa mille suoni convulsi, mille attimi di sospiri e di richiami passati.
Mi accorsi subito che era una rosa non mia. Elle n'etait pas noir! Non proveniva dal ricordo del mio Signore.
L' Immortale mano mi offriva una rosa Rossa.
Dopo essermi inchinata a quel gentile ma incomprensibile gesto, la visione scomparve. Ma io adesso sapevo che liete novelle sarebbero giunte alle porte della mia dimora.
Novelle che avrebbero assunto di certo il vermiglio velo della Passione. Adesso dovevo solo attendere di poter squarciare quel velo per vedere il Volto dell'Amore, che tanto avevo bramato in questi anni.
Lunghi, eterni anni.
Adornai il mio corpo con un elegante e prezioso abito di organza verde smeraldo e con un soffio di profumo di mandorla e miele.
Mi preparai alla lunga caccia, quella notte, con nuova speranza per compagna e nuovo bagliore dans les yeux, anch'essi verdi.
Finalmente felici.
Le foglie caduche videro l'ultima parte umana di me, e il gelido tocco bianco mi scoprì come la splendida creatura che sono. Malinconica, bellissima, brutale.

Mi ritrovai a imboccare una stretta via, una notte. Da sola. Con l'angoscia che sentivo aumentare sempre più.
E la compagnia della mia malinconica luna, immutata dalle notti d'estate di tanti... tanti anni orsono.
Nella mia mente una vecchia nenia... Un motivetto antico. Svolazzante nei ricordi come foglie mosse dalla fresca brezza che al crepuscolo si leva silenziosa.
E silente continuai ad avanzare, finchè non mi trovai dinanzi ad un alto portone in bronzo e ferro, deliziosamente intagliato.
La dimora di Lyse! Si spalancarono dolcemente le ante e in un attimo mi ritrovai sospinta verso di Lei.
"Ti aspettavo... - furono le Sue parole - percepivo il battito del tuo cuore avanzare nella livida notte"
Ero davvero sollevata di rivedere Lei per prima quella strana sera. E l'angoscia, come era sopraggiunta, se ne andò, mentre ci dilettavamo in innovativi tentativi di manipolazione mentale.
Avevo tutti i sensi acuiti quella sera nonostante i deliziosi metodi d'intrattenimento della mia splendida amica, e d'improvviso, senza neanche accorgermene, mi ritrovai proiettata all'entrata dell'immenso salone, accanto alle porte serrate bene.
Si aprirono circa qualche millesimo di secondo dopo e... si presentò dinanzi a noi Julius. Nuovamente, come qualche sera prima.
Scoprì quella notte stessa che non mi ero sbagliata la prima volta! Io non potevo avvertire la presenza del nostro incantevole amico, come nessun altro immortale.
Non era stato iniziato al Dono oscuro. Era un uomo Julius... Un mortale.
E compresi in quell'istante che avrei potuto sentire in ogni caso il nostro amico avvicinarsi, come poco prima accadde del resto.
Riconobbi il suo odore...
tempo, vampiri, silenzio, lyse, julius
Ripensai spesso all'incontro con l'Immortale. Il suo pensiero invadeva la mia mente, come un'ossessione, un battito incessante di preghiere alle orecchie di Dio! E cercai invano di ripassare per quelle stesse strade... per i sentieri limitrofi... fallendo tutte le volte.
Quale senso di impotenza in quegli attimi... Sensazione terribile per me.
Per questo decisi di recarmi alla dimora di Lyse. La mia dolce Lyse... Perfetta in ogni sua movenza quella sera, come nel passato... Lo scorrere del Tempo aveva rafforzato entrambe. E potevamo scorgere una piccola parte del nostro potere nella sicurezza degli sguardi. Severi e sicuri... l'esperienza ci aveva segnate... ma dolci, per l'indiscusso legame che ci aveva unite. Saecula Saeculorum.
Mi ricevette subito e parlammo... parlammo tutta la sera. E rimanemmo in silenzio a guardarci perfino! Il tanto amato silenzio della mia Lyse... L'ho sentita mia quella notte come mai ricordo possa essere avvenuto.
Intente nella nostra discussione non ci accorgemmo di un'altra presenza nella stanza... Ma non si fece attendere un suo tentativo di farsi notare. Fu così che conobbi Julius.
Risaltò subito alla mia attenzione la mia incapacità di avvertirne la presenza... Come fu possibile! Gli immortali avvertono il rispettivo avvicinamento anche a enormi distanze!
Ho paura... Paura di non riuscire a controllare le mie Doti Oscure! Cosa mi sta accadendo...
Devo parlare ancora con Lyse. Ma non adesso, non posso!
"Tornerò presto da Voi, ma douce Lyse, è una promessa.", la salutai e mi licenziai anche da Julius.
Corsi via all'istante.
dolore, vampiri, silenzio, tenebre, petalo nero
Mi mancava. Questa era la verità.
Ogni più piccola parte di me implorava la sua presenza. La bramava...
Intrattenendomi con i mortali, mi capitava di apprezzarne qualche delizioso lato oscuro, l'insulso desiderio di dolore che avevano, e il mio pensiero tornava a lui.
I mortali in quei momenti di... patetico... sfogo inconsapevolmente mi chiedevano di portarli con me... pur non conoscendo la mia natura. Volevano soffrire ed io, lì ad un passo, avrei potuto accontentarli.
Solo la distanza di qualche secondo li separava dalle loro macabre voglie...
Questa mia pulsione si faceva più prepotente quando il pensiero si avvolgeva... strisciando... intorno ad un unico obiettivo: Lui.
Una sera mi ritrovai con le mani serrate sul collo di un piccolo uomo che... sbadatamente... aveva pronunciato il Suo nome.
Riuscì ad allontanare il mio istinto un altro immortale... Ne rimasi ipnotizzata. Sentii immediatamente la Sua potenza! Sentii gelide dita posarsi sul mio polso e una pressione talmente forte da costringermi a mollare la presa. Lo guardai tra lo stupore e l'ira e...
Mi bastò incrociare il Suo sguardo per far sì che si abbassasse il mio. Automaticamente. Vidi la sua mano alzarsi e al contrario di ogni mia aspettativa ricevetti una carezza. Mi sfiorò il viso solo con le dita...
E non seppi proferire verbo. En silence, accennato un inchino, corsi via.
Capii che dovevo calmarmi. Non ero riuscita ancora a controllare le mie nuove forze.
Non posso più commettere errori... Niente deve allontanarmi dal mio obiettivo.
Trovare Colui che mi generò.
Ed anche questa sera soffio al vento un petalo nero. Ma stavolta con una promessa: scoprire l'identità dell'Immortale. Il solo finora che ha avuto potere su di me.
Chissà se la mia douce Lyse potrà aiutarmi...
Attraverso la notte mi allontanai dalla mia dimora, in cerca dell'ignoto... Mossa solo da un vortice di emozioni.... di dolore... che proveniva dall'interno... dallo stomaco.
Fame!
Mi guardai intorno... e vidi con questi occhi un'aura di sangue circondare le piccole vite mortali. Mi resi conto quella sera delle potenzialità della mia nuova Vita.
Assaporai i suoni amplificati... i pianti degli infanti tra le braccia delle loro madri...
In lontananza. Da molto, molto lontano.
E con le labbra godetti del vento leggero... mentre gli altri tentavano di ripararvisi.
"Troppo violento per loro", sentii affermare passando.
E scelsi così la mia prima vittima... Il mio primo amico...
Bastò il mio sguardo ad attirarlo a me senza nemmeno spostarmi dalla posa che assunsi. Come un magnete lo attirai.
E fu mio, carne e sangue nel mio sguardo, col mio bacio.
amore, vampiri, petalo nero, sangue tenebre
Nel nome del ricordo di Lui vive in me la voglia di continuare questa morte eterna... Straziante sete di amore celata da angosciosa aggressività... carnalità...
Persistente desiderio di metter fine a tutto il sangue che fluisce nelle vene... Notte dopo notte, lento... Infinito.
Inesorabile richiamo del mio Amato. Che pur avendomi abbandonata sul capezzale di morte, mi ridiede la vita non lasciandomi libera di soffiare al vento d'inverno il mio ultimo... anelito di pace.
E quando riaprì gli occhi, di nuovo splendidi... occhi di tanti inverni trascorsi... mi ritrovai da sola, nel gelo di una lapide, con in mano una rosa nera, ultimo regalo del mio dolce e maledetto Signore.
Adesso l'unica mia pulsione è ritrovare tutti i petali neri che ricongiungeranno la nuova me con la mia tanto bramata Anima.
Dannata.
Il mio Vampiro...
E spargo altrettanti Petali di eguale aspetto nella speranza di lasciare a Lui una traccia del mio passaggio su questo suolo mortale.
Il mio Amore... profondeur de l'âme...
Just me

My music
Amo
My films
Odio
Dimore di Tenebra
...Mon chèr Liu...
.the killer in me is the killer in you.
Crivael
Darkgarden
Delirio & Psiche
Julius
La Dimora degli Oscuri
Les Vampires
Lestat
Lyse
OmbradiLestat
Persefone Vampire
PoetaNottuno
Rosenkreutz
Selya
Yante
Dark Picures

Lyse

Ben

Julius

Shelly

Lestat

Nicolas

Merrick
Contatore
Me,Shana
Their Whispers
Categorie
amore
blink 182
canzone
canzoni
cuore
dolore
eyes
gibran
giudizio
heaven
him
i miss you
julius
kahil
killing loneliness
luna
lyse
mezzanotte
neruda
no alla pedofilia
notte
ombradilestat
pablo
pavese
petalo nero
pink floyd
poesia
renato zero
ricordi
rintocchi
sangue
sangue tenebre
sete
shakespeare
silenzio
sogni
speranze
spirito
tempo
tenebre
testo
the cure
vampiri
vita
vizio
you
My past
oggi
febbraio 2008
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
Credits
My refuge